Con poco meno di 600 abitanti, Dualchi è uno dei dieci comuni della comunità del Marghine. Qui l’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Muroni, detto “Nino”, ha scelto di investire nella riqualificazione e valorizzazione di una rete di sentieri storici, con l’obiettivo di recuperare i sentieri storico-identitari e, perché no, poter sviluppare un turismo sostenibile, inclusivo e rispettoso dell’ambiente.
Il progetto, realizzato grazie alla partecipazione al bando del GAL Marghine, ha permesso di recuperare circa 30 chilometri di antichi tracciati che erano rimasti chiusi per decenni. “Crediamo molto in questa iniziativa – sottolinea Muroni –. Investire sugli antichi sentieri percorsi dai nostri nonni significa investire nel futuro della comunità”.
Vedi l’intervista a Giovanni Muroni:
I percorsi – per lo più itinerari rurali – collegano beni archeologici, naturalistici e identitari del territorio, dalle campagne intorno al paese fino alle vallate e agli altopiani. Un esempio significativo parte dalla chiesa di San Pietro, la più antica di Dualchi, e scende lungo la vallata del rio Murtazzolu, affluente del Tirso che attraversa quasi tutto il territorio comunale. Da qui, i sentieri risalgono verso l’altopiano basaltico di Pranu Ozzastru, dove si trovano importanti siti archeologici, tra cui il complesso nuragico Ponte, attualmente oggetto di campagne di scavo e restauri e in concorso per il riconoscimento UNESCO.
La riapertura ha richiesto interventi significativi di pulizia e manutenzione, poiché la vegetazione spontanea, cresciuta in decenni di abbandono, aveva occupato e perfino coperto interi tratti, con alberi ad alto fusto. Oggi, grazie ai lavori, i sentieri sono stati riportati alla luce e resi nuovamente percorribili.
I tracciati saranno inseriti nella RES – Rete Escursionistica Regionale, dotati di cartellonistica del CAI e messi in rete come percorsi fruibili a piedi, a cavallo e in bicicletta. “Senza il GAL sarebbe stato impossibile reperire le risorse – spiega il sindaco –. Per un comune come il nostro, con meno di 600 abitanti, trovare 200 mila euro di fondi di bilancio è impensabile. Il supporto scientifico e tecnico di Forestas è stato altrettanto fondamentale”.
Accanto all’impegno istituzionale, resta forte il ricordo personale che legano il sindaco a questi luoghi. “Percorrevo questi sentieri da ragazzino, con i miei nonni – racconta Muroni –. Ci conducevano agli oliveti secolari di “Sa Palaona”, un’area a cavallo tra Bolotana e Dualchi. Ho ricordi vividi con mia nonna e i miei genitori, quando raccoglievamo le olive. Sono almeno trent’anni che non ci torno: l’ultimo allevatore che frequentava quelle zone è mancato 10-15 anni fa e da allora sono rimaste inesplorate”.
Per il futuro, l’amministrazione ha già in mente una prima occasione di festa: “Vorremmo inaugurare i sentieri con una camminata a cavallo, in bici e a piedi questo autunno, per ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto”.