Strategia comune sul latte
Scritto da | La Nuova Sardegna   
Venerdì 04 Giugno 2010 08:55

Fronte comune per salvare il comparto ovino della Sardegna. In campo stavolta sono scesi un po’ tutti: rappresentanti di Regione, agenzie agricole, Sfirs, organizzazioni del settore primario e Consorzio Latte. Si è svolta ieri a Macomer una riunione per decidere la strategia da attuare subito per la salvaguardia del settore.
Al centro del vertice, tenutosi nella sede del Consorzio Latte e presieduto dall’assessore dell’Agricoltura Andrea Prato, la definizione delle modalità operative della «stanza di compensazione», il progetto lanciato qualche mese fa dalla Regione per governare la crisi e rilanciare il comparto.

«Oggi siamo tutti d’accordo che non c’è più tempo - ha spiegato l’assessore - Urgono soluzioni di emergenza per salvare le aziende, gli allevatori e il mondo della trasformazione. Di fatto, con produttori, associazioni di categoria, cooperative e trasformazione concordiamo che dobbiamo adottare rimedi che possano offrire un salvagente alle imprese. È come se stessimo commissariando il settore e stabilire insieme la politica di governo del comparto anche per i prossimi anni. Stiamo così definendo gli ultimi dettagli per avviare la stanza di compensazione con Sfirs e Consorzio Latte».

 

Già il prossimo 11 giugno ci sarà un nuovo incontro fra Consorzio Latte, organizzazioni agricole e Sfirs per il protocollo da sottoscrivere con la Regione, mentre il 14 sempre a Macomer verranno convocate le banche e i Consorzi fidi ai quali sarà presentato il progetto.

Tra i primi obiettivi da raggiungere - si legge in una nota diffusa dalla Regione - il superamento della crisi contingente e la definizione delle strategie per il 2011. Ma non solo. Si parla inoltre del pagamento del latte a qualità e non più al litro come avviene oggi. Fattore questo (su cui oggi tutti i presenti hanno convenuto) che concorrerà a valorizzare la materia prima e il lavoro di chi sta in campagna.

A brevissimo verrà studiata una griglia apposita, che sarà sottoposta a tutta la filiera per la sua condivisione. Conterrà premialità, franchigie e penalità in base al rapporto grasso/proteine del latte. Inoltre, la Regione investirà risorse per acquistare latto-prelevatori utili ad avere dati certi e univoci sui prelievi. Tutte le aziende che avranno necessità di mezzi finanziari, garanzie bancarie e di collocare i prodotti tramite il Consorzio Latte dovranno sottoscrivere l’impegno di condividere con la «stanza di compensazione» le strategie aziendali fino a quando non torneranno alla normale operatività. La Regione infine combatterà l’abusivismo produttivo: solo da vere aziende agricole sarà consentita la trasformazione di formaggi a denominazione d’origine. Altro obiettivo della stanza di compensazione è il supporto produttivo e commerciale alle aziende, soprattutto a quelle più piccole che fino a oggi hanno avuto difficoltà ad affacciarsi nei mercati. A questo proposito, l’assessore Prato ha illustrato quelle che saranno le funzioni nuove del Consorzio Latte: diventare un attore commerciale in modo tale da cercare nuovi mercati e sperimentare nuovi prodotti caseari. D’accordo con Prato, il presidente del Consorzio: «Noi siamo pronti - ha detto Salvatore Meloni - Anzi è auspicabile che il piano sia operativo al massimo entro agosto, altrimenti tutto potrebbe essere inutile. Il Consorzio lavorerà per l’intero comparto in maniera solidale e partecipativa, mettendo a sistema esperienze, sinergie e logistica».

Le associazioni di categoria (Coldiretti, Confagricoltura e Cia) hanno posto l’accento sull’esigenza di avviare subito i sistemi per salvare le aziende di allevamento. In particolare, hanno sollevato l’esigenza di proteggere il mondo della produzione, di avere dati sicuri e certificati sulla produzione di latte e formaggi tramite la costituzione di un Osservatorio e di tutelare non solo il pecorino romano ma anche gli altri prodotti caseari ovini.

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Commento: