Comune di Bortigali

Sull'altopiano di Campeda, a circa 500 m di altitudine, nel territorio denominato Marghine, sorge il paese di Bortigali, in un territorio da sempre interessato da stanziamenti umani. Sin dall'età neolitica, infatti abbiamo testimonianze sul popolamento di quest'area, che poi assunse grande importanza in epoca romana. Pare infatti che il primo nucleo abitato sia nato in seguito alla distruzione del centro di Berre, un oppidum romano situato lungo la strada che da Karalis (Cagliari) conduceva a Turris Libisonis (Porto Torres), la più importante della Sardegna dell'epoca. Nel periodo medievale la villa di Bortigali fece parte della curatoria del Marghine, nel giudicato di Torres.

In tempi recenti Bortigali ha avuto una certa notorietà quando, nel 1943, all'indomani dell'armistizio, iniziò a trasmettere da un autocarro prima, da una grotta poi, la voce di Radio Sardegna, prima radio libera in Italia, che in anteprima mondiale diede la notizia della resa dei tedeschi.

Il centro storico di Bortigali è impreziosito dalla presenza di numerose chiese di pregio architettonico. Al centro del paese, sulla piazza principale, sorgono la chiesa parrocchiale e quella intitolata alla Madonna del Rosario. La parrocchiale, dedicata a S. Maria degli Angeli, risale al 1548: presenta una navata unica scompartita in cinque campate da alti archi a sesto acuto con quattro cappelle su ciascun lato. L'intera costruzione è realizzata nella trachite locale, di colore rosso-rosato. Al suo interno si conservano quattro tavole dello smembrato Retablo di Bortigali, opera del Maestro di Ozieri e della sua Bottega.
Al XVII secolo si ascrivono invece la chiesa della Madonna del Rosario, quella di San Giuseppe e quella di Santa Croce. Quest'ultima, che presenta graziose membrature e cornici in trachite rosso-rosata, fu eretta nel 1613 e nella facciata piuttosto semplice presenta un portale di gusto classico con la data di fondazione incisa sull'architrave.
La chiesa di S. Antonio è invece localizzata in una grotta e conserva al suo interno una statua lignea di S. Barnaba del 1200.

Un'attrattiva non secondaria del paese di Bortigali è costituita inoltre dai numerosi portali tardo gotici, risalenti al periodo della dominazione aragonese, scolpiti nella caratteristica trachite locale, che ornano le abitazioni di un certo pregio disposte lungo le vie principali del centro storico.

La festa più importante di Bortigali è probabilmente quella dedicata a S. Maria Sauccu, che dal 7 al 17 settembre ha luogo nella omonima chiesetta campestre circondata da più di 50 muristenes, piccole casette tradizionali destinate ai novenanti nei giorni precedenti ed ai fedeli in occasione della festa. Il complesso ricade effettivamente nel territorio di Bolotana, nei pressi di Badde 'e Salighes, ma storicamente appartiene ai Bortigalesi, che vi giungono a piedi con una lunga e sentita processione. È immerso nel verde a quasi 900 m di altitudine.

Ma anche i dintorni del paese offrono grandi attrattive. Di tipo naturalistico, innanzitutto, come sul Monte S. Padre, che con i suoi 1030 m slm racchiude parecchie particolarità floro faunistiche ed è visitabile percorrendo i numerosi sentieri che lo attraversano.

Cospicue, infine, sono le testimonianze storiche disseminate in un territorio così centrale per la viabilità sarda. Oltre a diverse domus de janas, testimonianza eloquente della frequentazione di questa regione in periodo neolitico, numerosi nuraghi si ergono in tutto il territorio comunale. Tra questi uno dei meglio conservati è il nuraghe Orolo, costituito da una torre centrale con due camere sovrapposte e da due altri corpi a tholos che in secondo momento furono addossati alla costruzione principale. Mediante un complesso sistema di canalizzazione veniva condotta fino al nuraghe l'acqua di una non lontana sorgente.
Altro importante complesso nuragico è quello di Carrarzu Iddia, costituito da un nuraghe a corridoio, un piccolo villaggio, un edificio a tholos, un pozzo con probabile funzione cultuale ed infine, a non grande distanza, una sepoltura domenica.
La frazione Mulargia conserva nel nome ancora il ricordo della romana Molaria, stazione di posta sulla strada a Turre Karalis. Anticamente, questo centro era anche noto per la produzione di macine per il grano e per il sale, ancora conservate in gran numero nei cortili delle case.

Fonte: Sardegna Turismo